Negli ultimi anni si è cercato di porre sempre più l’attenzione sull’importanza nel promuovere e applicare la corretta sicurezza sul lavoro. In particolare, i più recenti casi di cronaca fotografano un contesto imprenditoriale in cui non si investe abbastanza sulla sicurezza sul lavoro. Anche i controlli sono talvolta carenti e il più delle volte vengono eseguiti a danno già avvenuto.

Spesso i macchinari risultano sprovvisti di adeguati sistemi di sicurezza, tipicamente per accelerare i tempi di produzione. Ogni volta che c’è una parte di una macchina in movimento, la Legge prevede siano presenti opportuni meccanismi di protezione, di vario genere. Produttori di macchinari poco professionali assicurano ai propri clienti che le macchine da loro vendute sono sicure anche qualora non rispettino i parametri.

Il cliente, tuttavia, non sempre ha la capacità di capire cosa sia sicuro e cosa no. L’unica garanzia di cui si può servire l’utilizzatore delle macchine è spesso soltanto una certificazione CE, che tuttavia non è sufficiente a garantire la sicurezza dei macchinari, poiché non viene rilasciata da enti terzi ma dagli stessi produttori di macchine.

La sicurezza sui luoghi di lavoro: cosa prevede l’art. 70 del D.LGS 81/08

L’art. 70 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (TUSL) prevede che “le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto”.

Inoltre, la sicurezza dei macchinari è garantita dal costruttore soltanto se installati ed utilizzati in conformità con le istruzioni di montaggio, uso e manutenzione. Dunque, è di fondamentale importanza che il datore di lavoro formi e addestri adeguatamente i lavoratori sull’uso dei macchinari. I potenziali rischi determinati dall’uso delle attrezzature variano in funzione della natura delle stesse. Esistono rischi di natura meccanica, come:

  • schiacciamento;
  • cesoiamento o taglio;
  • impigliamento, intrappolamento e/o trascinamento;
  • urto (scivolamento, inciampo, caduta);
  • abrasione o puntura;
  • proiezione di materiali fluidi (anche ad alta pressione);
  • proiezione di materiali solidi o parti di macchina.

Esistono infine rischi di natura termica, come bruciatura o scottatura.

I dati sulla sicurezza aziendale in Italia

Dal 2018 ad oggi abbiamo una media di 3 morti al giorno, 400mila incidenti ogni anno. Nel 2021 abbiamo contato 1221 morti e godiamo di un triste primato: secondo Eurostat, a fronte di una media di 2,2 morti ogni 100mila occupati, l’Italia ha 2,7 morti per 100mila abitanti mentre sono 1,6 nel Regno Unito e 1 in Germania. Questo attesta una carenza di sicurezza aziendale in Italia.

Secondo i dati INAIL le denunce di infortunio sul lavoro tra gennaio e giugno 2022 sono state 382.288 (+43,3% rispetto allo stesso periodo del 2021), 463 delle quali con esito mortale (-13,9%). In particolare, per il primo semestre del 2022 si rileva a livello nazionale un incremento rispetto al pari periodo del 2021 degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 234.739 del 2021 ai 340.784 del 2022 (+45,2%).

Prevenzione sul lavoro: come proteggere i macchinari e ridurre i rischi

Le parti mobili di macchine e attrezzature di lavoro risultano essere le più pericolose per gli operatori che le utilizzano durante il lavoro. Per impedire il verificarsi di incidenti, tali elementi mobili devono essere dotati di ripari o dispositivi di protezione.

I ripari consistono in una barriera fisica che si interpone fra la macchina e l’operatore o le altre persone esposte con organi mobili pericolosi. Mentre i ripari fissi garantiscono una protezione sufficiente solo se sono correttamente chiusi, i ripari mobili sono collegati meccanicamente alla struttura della macchina tramite cerniere o guide, così che possano essere aperti manualmente senza l’utilizzo di utensili. Infine, i ripari regolabili sono ripari fissi o mobili che, come suggerisce il termine, possono essere regolati. In chiave di prevenzione sul lavoro, la regolazione deve tuttavia rimane fissa durante l’intera lavorazione. I ripari regolabili possono essere usati quando la zona pericolosa, per ragioni operative, non può essere racchiusa.

I macchinari possono, infine, essere dotati di dispositivi di protezione, tipicamente collocati dei punti di carico e scarico. Esempi di dispositivi di protezione immateriali possono essere barriere fotoelettriche, tappeti o pedane sensibili, paraurti o bumper sensibili alla pressione, bordi sensibili, laser-scanner o fotocellule. Tali sistemi di protezione hanno lo scopo di inibire l’avvio della macchina qualora un operatore si trovi nell’area sorvegliata, oppure di arrestarne il funzionamento qualora l’operatore si avvicini alle parti mobili della macchina a lavorazione già avviata.