Un bumper sensibile di sicurezza è, a tutti gli effetti, un paraurti o paracolpi che serve a proteggere le persone da lesioni e infortuni. Posizionati su macchine o parti di macchine in movimento, i bumper hanno lo scopo di attutire gli urti e, contemporaneamente, di inviare un segnale di arresto alla macchina, attivato mediante il loro schiacciamento. Ciò è consentito dalle caratteristiche fisiche del materiale di cui questi sensori si compongono, ovvero una resina espansa rivestita in PVC, materiale attentamente studiato affinché garantisca un’adeguata risposta agli urti e agli stimoli meccanici.

Un bumper di sicurezza non è (quasi) mai standard

Un bumper deve garantire efficacemente la sicurezza dei macchinari e, per tale ragione, deve sempre essere progettato in funzione delle specificità di ogni macchina. Sebbene sia frequente trovare sul mercato bumper dalle dimensioni o dalle forme standard, questi rappresentano quasi sempre una soluzione di compromesso, che risponde a delle logiche prettamente commerciali.
Al contrario, un buon sistema di sicurezza basato sui bumper dovrebbe sempre essere costruito attorno alla macchina, con un progetto sviluppato ad hoc. Ciò che dovrebbe scoraggiare l’adozione di bumper di sicurezza standard è la particolare attenzione che meritano alcune delle più rilevanti caratteristiche fisiche, meccaniche ed elettriche del bumper stesso. In primis, lo spazio di arresto del bumper, ma anche la sensibilità che esso deve poter garantire lungo tutta la superficie.
Al fine di soddisfare i requisiti prettamente funzionali dei macchinari – che possono richiedere ai bumper profondità fuori misura o geometrie particolari – non è raro che i bumper debbano essere studiati da zero.
Non è infrequente trovarsi di fronte a prodotti standard che mal soddisfano i requisiti di ergonomia e design del macchinario in ottica di sicurezza. Antiestetiche forme squadrate o configurazioni eccessivamente ingombranti ne sono un esempio, ancorché rappresentino, per i produttori, un’efficace strategia di abbattimento dei costi di fabbricazione.
Tuttavia, più di qualsiasi altro prodotto di sicurezza, il bumper diventa parte integrante della macchina, anche e soprattutto visivamente. È pertanto necessario che esso presenti finiture esteticamente gradevoli e all’altezza del design delle macchine sulle quali dovrà essere applicato. Come un vero prodotto di sartoria, o più precisamente di tappezzeria, un bumper dovrà integrarsi perfettamente nelle teste mobili dei più moderni centri di lavoro o nelle carterature degli AGV.

L’importanza del collaudo del bumper di sicurezza

In funzione del progetto, la personalizzazione di un sistema di sicurezza basato sui bumper può essere più o meno complessa. In talune circostanze, perfino la mescola di resina espansa che ne costituisce l’anima richiede di essere rivista, al fine di assicurare la corretta sensibilità del bumper su tutta la superficie. È facile comprendere come una normale scheda tecnica di prodotto diventi insufficiente. Si rendono invece necessari numerosi test di laboratorio, nonché collaudi a bumper ultimato. Essi hanno lo scopo di attestare le performance dei bumper che risultano, a tutti gli effetti, dei pezzi unici.
Ciascun bumper può essere testato in funzione di vari parametri: circa la sua profondità e velocità d’impatto, per saggiarne la quota di scatto, nonché la forza necessaria ad operarne lo scatto. In aggiunta alle certificazioni richieste dalla legge, come la certificazione CE o la certificazione di compatibilità elettromagnetica REACH/RoHS, queste attività di collaudo potranno dare origine a documentazione e reportistica specifica, generata per ogni pezzo prodotto.